Se lavori in un nido o in una scuola dell’infanzia sai quanto i bambini siano attratti dai materiali: li osservano, li toccano, li spostano, li portano vicino al viso, li mettono in relazione tra loro.
Avrai certamente notato che non tutti i materiali generano lo stesso coinvolgimento: alcuni vengono esplorati a lungo, accendono curiosità, altri abbandonati rapidamente e producono un interesse breve.
Per questo motivo, quando progetto insieme a educatrici e insegnanti gli ambienti educativi, non ci chiediamo solo quanti materiali proporre, ma soprattutto quali.
Il valore dei materiali naturali e sensoriali è molto prezioso e la loro scelta può influenzare autonomia, attenzione, qualità dell’esperienza e apprendimento nei primi anni di vita.
I bambini conoscono il mondo attraverso il corpo
Nei primi anni di vita i bambini apprendono principalmente attraverso l’esperienza diretta: toccano, scuotono, annusano, mordono, infilano, travasano, sovrappongono, si dice che il corpo sia il loro primo strumento di conoscenza.
I materiali che proponiamo non sono neutri: offrono informazioni sensoriali differenti e producono esperienze diverse, per esempio un materiale freddo o caldo, ruvido o liscio, leggero o pesante.
Più un materiale restituisce informazioni autentiche attraverso i sensi, più l’esperienza diventa ricca ed è anche per questo che, molto spesso, i bambini mostrano maggiore interesse per oggetti semplici e reali rispetto a materiali estremamente strutturati o rumorosi.
Materiali naturali: perché attirano così tanto i bambini
I materiali naturali che propongo più spesso sono:
- legno,
- vimini,
- sughero,
- semi,
- pigne,
- pietre,
- vari elementi vegetali.
Materiali vivi, non perfetti, che restituiscono sensazioni differenti e variabili. Il legno, per esempio, cambia temperatura, ha peso, venature, odore. Una pigna non è identica a un’altra.
Tutto questo offre al bambino un’esperienza sensoriale molto più ricca rispetto a molti materiali plastici standardizzati che si possono utilizzare solo in un unico modo.
Osservando i bambini nei servizi educativi, noto spesso che i materiali naturali favoriscono tempi di attenzione più lunghi e un’esplorazione più profonda, non perché siano magici, ma perché richiedono al bambino un coinvolgimento reale.
La differenza tra intrattenere e coinvolgere
Uno degli aspetti che mi colpisce maggiormente osservando i materiali nei servizi educativi è la differenza tra ciò che intrattiene e ciò che coinvolge davvero: esistono giochi che attirano immediatamente l’attenzione attraverso luci, suoni o movimenti automatici. Spesso, però, l’interesse si esaurisce rapidamente.
Al contrario, materiali più semplici e meno spettacolari richiedono al bambino di immaginare, sperimentare, costruire possibilità, richiedono tempo per creare.
Un esempio? Il cestino dei tesori composto da oggetti differenti come cucchiai in legno, anelli delle tende, gomitoli di lana, spazzole morbide, piccoli contenitori.
La verità è che non esiste un solo modo corretto di utilizzarli, ed è proprio questa possibilità che ha il bambino di sperimentare che rende l’esperienza interessante.
Materiali sensoriali e concentrazione
Se un materiale offre un’esperienza sensoriale significativa, il bambino tende naturalmente a rallentare: spontaneamente osserva per un tempo più lungo, ripete, confronta, prova.
Con i materiali destrutturati e naturali, questo accade più spesso, perché non anticipano tutto al bambino, ma favoriscono concentrazione e gioco autonomo permettendogli di costruire un’esperienza personale, invece un oggetto troppo definito suggerisce immediatamente cosa fare.

Quando i materiali sono troppi
Recandomi nei servizi educativi per fare formazione, mi capita spesso di trovare grandi quantità di giochi accumulati negli anni, a volte donati dalle famiglie a cui nessuno si è sentito di dire: “No, grazie, questo materiale non rispecchia il nostro progetto educativo”.
Si tratta spesso di materiali differenti mescolati tra loro, proposte sovrapposte e contenitori troppo pieni.
Se posso comprendere l’entusiasmo positivo dell’idea di fondo: offrire tante possibilità, mi rendo però conto, anche grazie ai racconti delle educatrici e delle insegnanti che nella pratica, l’eccesso rischia di produrre l’effetto opposto.
Quando i materiali sono troppi:
- Aumenta la dispersione,
- diminuisce la concentrazione,
- il bambino passa rapidamente da un’attività all’altra,
- il riordino diventa più complesso,
- l’ambiente perde leggibilità.
Le educatrici e le insegnanti, se faccio presente questo, mi rispondono che non vorrebbero impoverire le proposte, ed effettivamente non si tratta di questo, ma di selezionarle con maggiore intenzionalità: pochi materiali ben scelti funzionano meglio di grandi quantità poco organizzate.
Il valore dei materiali destrutturati
Tra i materiali che utilizzo e propongo più spesso nei percorsi di formazione ci sono i materiali destrutturati come materiali di scarto industriale, di riciclo che il personale educativo adora procurarsi da Remida.
Sono materiali che non hanno un’unica funzione già definita e che quindi lasciano spazio all’immaginazione e all’iniziativa del bambino:
- tubi di cartone,
- tappi,
- anelli,
- pezzi di legno,
- scatole,
- stoffe,
- elementi naturali.
Questi materiali arrivano al nido e alla scuola dell’infanzia che hanno già concluso la vita per cui sono stati prodotti e non spiegano immediatamente come devono essere utilizzati, proprio per questo permettono ai bambini di sperimentare, inventare e trasformare il gioco nel tempo.
Per esempio un bambino può usare una stoffa per coprirsi, costruire una tana, trasportare oggetti o creare un travestimento, il materiale cambia funzione in base all’esperienza.
Materiali reali e senso di competenza
Un altro aspetto importante riguarda l’utilizzo di materiali reali: spesso, per paura o abitudine, proponiamo ai bambini versioni finte di oggetti quotidiani.
In molti casi, però, i bambini mostrano un forte interesse verso gli strumenti autentici degli adulti come piccole brocche, cucchiai, ciotole, spazzole, contenitori.
Naturalmente serve attenzione alla sicurezza e alla scelta adeguata dei materiali, un’attenta supervisione e una proposta in piccolo gruppo, ma utilizzare oggetti reali comunica fiducia nelle competenze dei bambini, ciò cambia profondamente anche il loro modo di stare nell’ambiente.

L’importanza della presentazione dei materiali
Da non sottovalutare il fatto che non conta solo il materiale scelto, ma anche come viene presentato. Un materiale interessante, se accumulato in un contenitore caotico o poco accessibile, rischia di perdere gran parte del suo valore. Se, invece, le proposte sono ordinate, leggibili e curate, il bambino riesce a orientarsi meglio.
La valutazione sulla quantità è fondamentale. Un numero troppo elevato di elementi può creare confusione visiva e fatica nella scelta.
Per questo nei servizi educativi è utile chiedersi se:
- Il bambino riesce a vedere chiaramente il materiale?
- Riesce a prenderlo da solo?
- Comprende dove riporlo?
- La proposta è leggibile?
Spesso piccoli cambiamenti nella presentazione modificano profondamente il modo in cui i bambini utilizzano i materiali.
Non tutti i materiali sono uguali: una domanda per iniziare
I materiali influenzano profondamente l’esperienza dei bambini nei servizi educativi. La scelta di materiali naturali, sensoriali e destrutturati può sostenere curiosità, concentrazione, autonomia e desiderio di esplorazione molto più di quanto immaginiamo.
Altri aspetti da considerare sono: la quantità, la presentazione e l’accessibilità: un materiale interessante, se proposto in un ambiente confuso o poco leggibile, rischia di perdere gran parte del suo potenziale.
La prossima volta che entrerai nella tua sezione, prova a osservare i materiali con occhi diversi. Quali sembrano davvero vivi nelle mani dei bambini?
Quali sostengono ricerca, concentrazione e gioco spontaneo? E quali, invece, sono presenti ma quasi mai realmente esplorati?
A volte basta modificare una proposta, ridurre la quantità o cambiare il modo in cui un materiale viene presentato per trasformare profondamente l’esperienza dei bambini.
Se desideri ripensare materiali, spazi e proposte nel tuo servizio educativo, puoi contattarmi per un confronto o richiedere una consulenza dedicata di 30 minuti.
